Storia

Controversa l’etimologia del nome del paese che lungo i secoli ebbe svariate denominazioni: Audalvico

(citazione in codice nell’anno 905 per indicare una probabile corte feudale longobarda appartenente al monastero di S. Giulia), Otholo/Otulo/Odulo nei secoli successivi (termini forse derivati dal nome personale Audila o Odilo), Odolo stabilmente a partire dal XV secolo. Ma le origini del paese sembrano più antiche, stando a ritrovamenti archeologici risalenti al periodo romano: una pietra definita basis magna Oduli (testimonianza forse di un culto a Giove sul colle di S. Zeno), un’ara funeraria ritrovata in località Castel e, soprattutto, le tombe ritrovate sulla strada del Bosco, in particolare la lapide di Marco Ulpio Recepto (conservata presso il museo di Gavardo). Era un veterano della XXX legione lasciata probabilmente da Augusto a presidio delle tribù sottomesse, un crogiulo di ceppi originari Liguri, Retii, Etruschi, Galli Cenomani che in epoca preromana avevano occupato la valle. Come era prassi comune del tempo, il soldato, una volta congedato, si stabiliva in loco come colono o come magistrato e conservava a titolo d’onore l’aver militato in formazioni gloriose nelle guerre sostenute durante il primo periodo dell’impero. Delle vicende medievali del paese si hanno notizie frammentarie per la scarsità di documenti e per lo più intrecciate con quelle dei valligiani, considerati come un’ unica entità economica e sociale per tradizione e consuetudine, anche se politicamente ed economicamente frazionati in feudi. La Chiesa, ottenuto il contado e il dominio civile attraverso privilegi regi e imperiali, esercitava la propria giurisdizione attraverso le Pievi, i Monasteri e l’autorità vescovile e solo a partire dal sec. XII i Comuni riescono progressivamente a emanciparsi dai vincoli feudali di vassallaggio, scegliendo propri consoli o sindaci dotati di poteri limitati. Anche Odulo (così citato nell’Estimo dei Comuni Bresciani del 1389) dipendeva come giurisdizione da Bione, antichissima e unica Pieve della zona in cui si amministravano i sacramenti e si celebravano le funzioni; sul Dossolo (=piccolo dosso), futura sede della chiesa parrocchiale che diverrà autonoma a partire dal sec. XVI, le vecchie carte militari segnano l’esistenza di una rocca detta di S. Maria. Aveva il compito di controllare, assieme a quella di Bernacco, un collegamento particolarmente strategico: la strada regale che da Brescia saliva per le coste di S. Eusebio, scendeva a Camere (fama di luogo pericoloso e infestato da predoni), passava dalla Madonnina (sede di un probabile punto di ristoro per i viandanti) e conduceva in Trentino. Le leggende, prive di supporti documentali, narrano che i signori delle due fortificazioni, pur cugini tra loro, erano continuamente in lite e avrebbero finito per abbattersi reciprocamente le fortificazioni. Inglobato nel dominio dei Visconti di Milano che durerà circa un secolo (1337-1426), Odolo appartiene alla Quadra di Valle Sabbia. Sono anni duri e di sofferenza per i valligiani che, guelfi tenaci, vedono la loro terra teatro di scontri con i ghibellini e di lotte fra Milano e Venezia, con conseguenti angherie e saccheggi causati dal continuo passaggio di eserciti, finchè essa diviene nella seconda metà del sec. XV stabile possesso della Serenissima che le concede la riduzione delle imposte e vantaggi per l’industria e i commerci, assicurandosi in cambio una lunga e fedele lealtà. Nei secoli successivi i paesi della valle alternano periodi di prosperità economica a momenti di estrema miseria e di funeste epidemie come la peste del 1630. Si diffonde anche a Odolo, provocando centinaia di morti che, come racconta la tradizione, venivano gettati in Vergomàs, a nord della chiesa parrocchiale. Nel 1796 inizia l’occupazione francese con l’arrivo e il penottamento all’antica osteria Cà de Odol di Napoleone in persona, scortato 400 dragoni di cavalleria. L’anno successivo, durante la ribellione della Valle Sabbia contro i Francesi, Odolo riesce a evitare rappreseglie e saccheggi, arrendendosi alla colonna francese del generale Lechi e il Comune entra a far parte del XV distretto “delle Fucine”(capoluogo Nozza). Con la Restaurazione del 1814 la Valle Sabbia passa sotto l’impero austriaco di Francesco I che bandiva un programma di ordine, di giustizia, di clemenza e di pace e Odolo è inglobato amministrativamente nel XVI distretto di Preseglie. Nel 1859 la seconda guerra d’indipendenza, la liberazione dal dominio austriaco, il Regno d’Italia.